La Scozia in autunno

La Scozia in autunno ha il sapore delle foglie accartocciate, dei mille colori degli alberi, del suono della natura.

La Scozia in autunno è per pochi intimi, per coloro che vogliono assaporarla lontano dai clamori delle lunghe giornate estive.

Proprio così pensavo potesse essere l’ottobre scozzese, e non ne sono rimasta delusa.

Scozia in autunno: come organizzarsi

Quando si organizza un viaggio del genere occorre prestare attenzione al miglior periodo e alla zona da visitare.

A maggior ragione se lo si fa con l’intento di portare a casa un discreto numero di scatti fotografici.

Riguardo al primo aspetto, ovvero la scelta del periodo, basta andare su Visit Scotland per capire che in genere la metà di ottobre è il periodo di massimo foliage.

Per quanto attiene invece alla scelta della zona, io che amo il Perthshire, non ho dubbi nell’individuare l’area tra Pitlochry e la Rannoch Station come il luogo ideale.

Pitlochry punto di partenza

Nell’area intorno a Pitlochry si può alloggiare contando su un ventaglio di scelte davvero notevole.

Io, tra le varie opzioni (albergo, b&b, cottage), preferisco il cottage.

Maggiore libertà, non dovendo rispettare orari particolari, e comunque, considerando che esistono cottage singoli o in contesti residenziali, come il Moness Resort di Aberfeldy, direi che è una buona risposta.

Quindi, in un’area di 8-10 km da Pitlochry, mi pare che ci siano strutture adatte ad ospitare chiunque.

Punto di partenza ideale è questa cittadina, vicina all’autostrada, sempre molto vivace e con un Tourist Information aperto tutto l’anno.

Pitlochry e i suoi colori

Questo aspetto è molto importante, perchè quando ci si addentra in zone isolate, conviene sempre avere prima le giuste indicazioni.

Partenza per la Rannoch Station

Da Pitlochry la prima tappa obbligatoria è presso il River Garry, precisamente il Garry Bridge.

L’incrocio tra la strada B8079 e B8019 offre un panorama unico, divenendo un posto ambito per i fotografi.

Sotto il ponte, infatti, scorre il River Garry, lungo il quale si apre un sentiero tra il bosco che in autunno offre sfumature di colore davvero uniche.

In realtà da qui, anzichè deviare sulla B8019, si potrebbe continuare sulla strada principale.

Ma è un altro itinerario, sul quale mi soffermerò dopo.

Dicevo, quindi, che una volta dedicato un numero infinito di foto scattate dal Garry Bridge sul Passo di Kiliecrankie, stretta gola nota per la battaglia giacobita del 1689, si può ripartire in auto alla volta di Queen’s View.



Scozia in autunno al Passo di Killiecrankie

Di questo luogo ho già parlato in un mio precedente intervento, cui rimando.

Qui aggiungo solo che una sosta è doverosa, per assaporare il piacere dei colori autunnali degli alberi che si riflettono sul Loch Tummel.

E’ anche occasione per vedere le piante di ribes con i loro frutti.

Breve sosta per un caffè alla vicina tea room e poi proseguiamo la nostra strada per raggiungere la meta.

Dopo ogni curva si apre un panorama cui difficilmente si resiste dal fotografare. Le sfumature dorate sono le più affascinanti da apprezzare.

Di questo passo si raggiunge a fatica Rannoch Station nella giornata.

Bisogna infatti dosare bene il tempo, in considerazione della durata della luce in questo periodo dell’anno.

Rannoch Station rappresenta la fine della strada in fondo alla valle, o meglio fino al punto in cui si è deciso che oltre non si deve andare, che la natura va rispettata.

Una brughiera incontaminata, davvero poco abitata, eppure ospita una stazione ferroviaria funzionante, che è una piacevole sorpresa.

Qui si capisce cosa vuol dire il termine “brughiera”. L’ambiente cambia totalmente rispetto a quanto visto all’inizio del nostro giro.

Non c’è foliage, ma solo silenzio e pieno contatto con la natura… Una meraviglia.

Il tempo trascorre troppo in fretta, per cui bisogna ripartire.

Ma anzichè ripercorrere la stessa strada, quando giungo a Kinloch Rannoch, splendido villaggio che pare uscito da un dipinto, decido di svoltare a destra in direzione Schiehallion Road.

La Schiehallion Road

Strada stretta, utilizzata più da chi nella zona ci lavora, ma credo sia uno degli scenari più belli di Scozia.

Molto panoramica, percorre un territorio incontaminato. Di tanto in tanto ci si deve mettere in coda … dietro a qualche gregge di pecore.

La brughiera ammantata da un tappeto lilla di erica conduce lo sguardo alla sommità dello Schiehallion.

Con i suoi 1.083 metri di altitudine, domina l’area circostante.

Nel XVIII secolo era stato teatro di studi per misurare la densità della terra. Ma proseguiamo il nostro tragitto alla scoperta di altre meraviglie.

Proprio nel punto dove la Schiehallion Road interseca la strada che da Tummel Bridge conduce ad Aberfeldy, c’è il loch Kinardochy.

Si tratta di un piccolo specchio d’acqua di una bellezza disarmante. Scenari che la Scozia sa offrire nella sua semplicità.

Qui una sosta ad ammirare il lago, con la barchetta che placida si dondola, restituisce un po’ di quella serenità che la frenetica vita quotidiana ci toglie.

Loch Kinardochy

Le cascate di Bruar

Ma il tour del foliage d’autunno non finisce qui. Ci sono almeno altri due posti che vorrei segnalare, perchè davvero meritevoli.

Il primo è rappresentato dalle cascate di Bruar.

Dal bivio per Garry Bridge, cui accennavo al’inizio, si prosegue alla volta di Bruar e Blair Castle.

Quasi all’incrocio con la A9 ecco apparire un’area commerciale denominata “The House of Bruar”. Qui lo shopping di qualità regna sovrano.

Ma lateralmente al complesso commerciale parte un piccolo sentiero che conduce alle cascate di Bruar.

Il contesto dei colori autunnali in questa zona è arricchito dalle cascate, visibili anche da due ponti in pietra che offrono un ottimo punto per scatti fotografici.

Un sentiero di 2,5 km che copre un dislivello di 150 metri: è sicuramente un percorso da non perdere.

Le cascate di Bruar

L’Hermitage

Non ci sono parole per descrivere l’Hermitage.

Poco distante dal villaggio di Dunkeld, a sud di Pitlochry, si apre un sentiero tra gli abeti di Douglas, tra i più alti della Gran Bretagna, che conduce proprio al punto di avvistamento delle cascate.

Il fragore dell’acqua del Black Linn che si infrange sulle rocce ci condurrà fino alla Sala di Ossian, dove è possibile ammirare la meraviglia della potenza dell’acqua.

Qui il foliage è davvero notevole.

Scozia in autunno all’Hermitage

La terrazza che dà sulla cascata consente di fotografare usando il cavalletto, ma occorre fare attenzione al pulviscolo dell’acqua davvero consistente.

Meglio proteggere adeguatamente la propria macchina fotografica, e, al termine delle riprese, asciugare con cura.

Per concludere, qualche cenno all’attrezzatura fotografica che conviene avere con sè.

Il cavalletto, anche compatto, è d’obbligo, insieme alla cappotta antipioggia per la reflex.

Come obiettivi consiglio, oltre al grandangolo, uno zoom medio 24-105 mm.

Discorso filtri, credo che al polarizzatore non si possa rinunciare, specie in nord Europa.

E naturalmente da non dimenticare caricabatteria e almeno una scheda di memoria supplementare.

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