Nadia Massa fotografa della persona

Voglio iniziare questa nuova rubrica “focus artisti” con un’intervista a Nadia Massa, fotografa amatoriale, ma di pregio, di Genova.

Ciao Nadia, parlami di te, di quello che fai nella vita

Sono laureata in scienze pedagogiche e lavoro come educatrice in un asilo nido con  bimbi dai 12 ai 36 mesi. Mi piace molto il mio lavoro e tutto ciò che è inerente alla formazione e alla crescita umana. E poi coltivo molte passioni: soprattutto la fotografia, ma mi piace molto anche l’arte. Adoro visitare mostre e musei, amo camminare e stare a contatto con la natura,  mi ricarica!

Nadia Massa fotografa: quando e come hai iniziato?

La mia passione per la fotografia ha radici lontane. Un giorno di molti anni fa mio papà arrivo a casa con una Fujica AX3, ovviamente a pellicola, e così cominciai ad imparare le basi indispensabili per portare a casa, o meglio, sviluppare una foto decente. Poi, con gli anni, arrivò il digitale, con cui ora scatto. Ma posseggo ancora la mia prima reflex, insieme ad una piccola collezione di macchine fotografiche dei primi del 900 che oggi arredano la mia casa.

La tua formazione umanistica quanto influisce nel messaggio fotografico che tu vuoi trasmettere?

E’ sicuramente alla base di tutto, mi ha portato a interpretare la fotografia come espressione del fotografo. La tecnica, che resta ovviamente fondamentale, è strumento e non fine. Nelle mie foto, più o meno consciamente, c’è sempre la persona al centro, anche quando non è neppure nella fotografia! Mi è impossibile pensare ad uno scatto solo da un punto di vista tecnico. Quando dico che la persona è al centro del mio lavoro mi riferisco anche a me stessa. Il mio vissuto, le mie emozioni, i miei ricordi, anche se non sempre espressi con consapevolezza. Sovente me ne accorgo dopo del significato dei miei scatti e mi faccio una bella risata . Mi piace dire che scatto di “pancia “.

Quali generi fotografici ami di più?

Sicuramente il reportage, il ritratto e la street photography. In tutti questi generi ovviamente ruolo centrale è la persona con cui mi piace entrare in contatto ed emozionarmi.

Per quanto riguarda la street è un po’ più difficile entrare in contatto vero e proprio con i soggetti. Mi fermo, li osservo, lascio che i loro gesti, le posture e gli atteggiamenti mi raccontino loro storia. E Genova con il suo centro storico è un luogo incredibile per questo genere fotografico.

Che attrezzatura fotografica hai e cosa usi di più?

Posseggo sia mirrorless che reflex. Sicuramente, considerando la mia esperienza con il digitale, prediligo macchine un po’ più meccaniche, se cosi si può dire. Infatti, la reflex è il mio corpo preferito. Sono un’amante delle lenti fisse, prediligo scattare cosi. Posseggo un 35 mm, un 50 mm e un 90 mm. Poi ho anche degli zoom, ma l’ottica fissa è un’altra cosa! Infatti, si è obbligati a essere più dinamici, a piegare le gambe, a fare “fatica”. Tutto questo ti fa entrare maggiormente nella scena e lo scatto ne trae benefici .

Bene Nadia, è stata una piacevole chiacchierata. Per chi fosse interessato a conoscere la tua attività fotografica, possiamo rinviarli alle tue pagine Instagram e Facebook direi…

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